Lo Zen

Lo Zen

 

Non è una filosofia, ma fornisce risposte chiare e definitive alle massime domande esistenziali.
Non è una religione, anche se porta l’uomo a contatto con la realtà più profonda di se stesso e dell’universo.
Non è una psicoterapia, eppure rende saldo il carattere e forte e stabile la personalità.
Non è una disciplina fisica, anche se dona energia e salute.
Non è una tecnica di rilassamento, anche se calma le tensioni del corpo e della mente, crea equilibrio ed elimina lo stress negativo.
Non è una dinamica mentale, eppure sviluppa in modo straordinario l’attenzione e la concentrazione, l’osservazione e la capacità di analisi, l’intuizione e la creatività.
Non è una scuola di management, anche se rappresenta uno strumento innovativo e potente per chi si trovi alla guida di un’organizzazione, a dirigere e coordinare uomini, mezzi e idee.
Ma se non è nulla di tutto questo, allora cos’è lo Zen?
Probabilmente non è sbagliato definirlo come “un modo”.
Un modo di essere e di essere nel mondo.
Un modo di fare. Un modo di porsi. Un modo di vivere.
Dal punto di vista concreto, lo Zen è insieme una pratica, cioè una sorta di esercizio, e uno stile di vita e di lavoro.
Di vita e di lavoro – è importante sottolinearlo – dato che l'operatività e l'impegno attivo sono parte integrante, essenziale e irrinunciabile, della disciplina Zen. E per prendere decisamente le distanze con l'idea tutta occidentale del meditante che trascorre la vita isolato nel proprio mondo interiore e nella contemplazione del proprio ombelico.
La pratica della meditazione seduta infatti, pur essendo l'anima, la base e il cardine del metodo Zen, può essere vista come un addestramento, una scuola, una vera e propria palestra dove esercitare e sviluppare "muscoli" percettivi, mentali ed esistenziali che potranno poi essere utilizzati in ogni istante della vita quotidiana.
 

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