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n. 31 del 15 aprile 2010

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I codici che aumentano la realtà

Stare al passo con i tempi in questo mondo, si sa, non è cosa facile. Ogni giorno vengono pubblicizzate e lanciate nuove tecnologie, nuovi modi di affrontare e vedere le cose, in pochi mesi un oggetto ultramoderno può diventare un accessorio obsoleto e superato. È una corsa contro il tempo, soprattutto quando parliamo di pc, telefonini, automobili…

 

Chi parla di web 2.0, “nuovo” modo di vivere il web, in cui le persone parlano, conversano, si scambiano informazioni e opinioni, appare, agli occhi dei più avanguardisti, già vecchio. Qualcuno giocosamente rideva dicendo che presto sarebbe arrivato il web 3.0; in effetti il nome non è lo stesso, ma già una nuova visione del web ha iniziato a fare capolino: il web², Web Squared.

Il World Wilde Web esce dai pc  per essere goduto in mobilità, ad esempio attraverso l’utilizzo dei cellulari. È un web in cui gli oggetti dialogano fra loro permettendo all’utente di fruire di informazioni in più in modo facile e veloce: insomma come molti la chiamano “Augmented Reality”.

Per capire meglio di cosa stiamo parlando vi facciamo qualche esempio di come grandi aziende, tipo Google, stiano esplorando questa nuova frontiera. Ma prima di tutto facciamo una premessa: la realtà aumentata, al momento, è possibile attraverso l’interazione fra un QR Code e un lettore di esso, presente nel cellulare o nei pc. I QR code sono una delle evoluzioni  dei tradizionali codici a barre che tutti noi conosciamo, con una grande capacità di immagazzinare dati; creati in Giappone, come dice il nome stesso - quick response, “risposta rapida”- sono stati ideati per fruire in modo veloce e rapido le informazioni in esso contenute. Sono poi approdati nel mondo pubblicitario e adesso iniziamo a vederli un po’ ovunque. Attraverso una foto con il cellulare, ti si apre davanti agli occhi una realtà che fino a pochi istanti prima non c’era.

 

L’azienda Google ha, ad esempio, inviato oltre 100.000 codici a barre adesivi ai gestori di locali e ristoranti statunitensi più “ricercati” (sia su Google che su Google Maps); in pratica veniva chiesto loro di appiccicare questo codice sulla porta di ingresso del loro locale cosicché le persone passando potessero, attraverso il lettore del cellulare, collegarsi immediatamente a Google Place Page, il grande database di Google Maps che raccoglie le informazioni dettagliate di tutti i principali luoghi del Pianeta, comprese le recensioni che i clienti del locale hanno fatto dopo esservi stati.

A Venezia Ibm li ha installati su alcuni monumenti: con un clic del cellulare i turisti possono sapere dove si trovano e che monumento stanno ammirando.
O ancora, il mensile Ciak che tramite un Qr code sulla copertina, consente di scaricare gratuitamente i trailer dei film in uscita.

La logica che sta alla base di tutto ciò è facilmente intuibile: collegare in modo friendly il mondo al web, facendo sì che gli utenti possano raggiungere informazioni in modo immediato aumentando così la semplice – e ormai superata- realtà che ci circonda!

 

Anche noi di Personae ci stiamo attivando, a breve, ci saranno sorprese per voi cari lettori e clienti…quindi restate collegati!

 

Federica Spinelli Bini


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