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n. 32 del 15 maggio 2010

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La motivazione...motore di tutto!

“Ero iscritta al collocamento nelle categorie protette come figlia di una vittima del terrorismo*. Mi chiamano al comune di Napoli per un posto, c’è da sostenere una prova. Stavo studiando sociologia e avevo fatto il liceo classico, ero contenta e curiosa: si sono ricordati di me, cosa mi faranno fare? […] Poi arriva un impiegato del comune con una scopa, me la allunga e mi dice: «Fammi vedere se sei capace di spazzare, poi ci sono da alzare quei sacchi, così vediamo se hai abbastanza forza». Resto interdetta, penso alla maturità classica e lo guardo con aria interrogativa; lui coglie al volo e mi dice: «Il lavoro è di spazzina, abbiamo deciso di aprire alle donne ». Ci rimasi malissimo, questo era quello che lo Stato aveva da offrirmi, però non fiatai, presi la scopa e ottenni il lavoro. […] Con me entrò un altro gruppo di ragazze, la città non era abituata e le umiliazioni non mancarono. […] Alla fine mi conoscevano tutti, ero meticolosa, pulivo come fossi a casa, e mi personalizzavo la tuta blu: a Natale mettevo gli accessori rossi e appendevo le palline sul carrello e intorno al secchio.”

(*A parlare è Antonia Custra, figlia di Antonio Custra, vicebrigadiere ucciso durante una manifestazione il 14 maggio 1977)

 

Vorremmo prendere spunto proprio da questo pezzo, tratto da Spingendo la notte più in là di Mario Calabresi, per parlare di motivazione, tema quanto mai attuale nel mondo del lavoro.

L’opera di Mario Calabresi è uno splendido affresco sull’Italia degli anni di piombo, una storia privata, ma allo stesso tempo di tutti noi, una storia fatta di profondo dolore, ma anche di speranza e di perdono, in cui la voglia di vivere e l'amore per gli altri vincono sull’odio e sulla vendetta.

 

Ma torniamo alla motivazione, l’argomento di questo articolo.
Se guardiamo su Wikipedia troviamo questa definizione: La motivazione è l'espressione dei motivi che inducono un individuo a una determinata azione. Da un punto di vista psicologico può essere definita come l'insieme dei fattori dinamici aventi una data origine che spingono il comportamento di un individuo verso una data meta; ogni atto che viene fatto senza motivazioni rischia di fallire.

Sicuramente la motivazione è il motore che ci spinge in una determinata direzione, la ragione interiore che ci guida, la molla che ci indirizza nelle nostre scelte. È grazie alla motivazione che due persone con le stesse attitudini, competenze, capacità,  intraprendono però strade diverse che le porteranno a ricoprire ruoli e posizioni differenti, a scegliere mondi lavorativi totalmente diversi. Quindi possiamo dire che la motivazione è intrinseca dell’individuo, è uno stato interiore di ognuno di noi assolutamente personale.

Ma perché allora le persone sono sempre più demotivate e -  cosa assai più grave – ritengono essere fattori esterni la causa della loro demotivazione ? Non è anche questo un ulteriore fattore di deresponsabilizzazione , un modo per portare fuori da noi i motivi del nostro insuccesso?

È evidente che non è possibile generalizzare, che ogni situazione è un caso a sé e che ogni persona è un universo complesso che dobbiamo trattare con il massimo rispetto. Ma è altrettanto evidente che è facile trovare spinta e motivazione in un lavoro che riteniamo essere adeguato alle nostre capacità, magari anche ben retribuito e dal quale traiamo affermazione sociale, visibilità e riconoscimenti. Altra cosa se parliamo di un lavoro inadeguato, umile e mal pagato.

L’esempio citato di Antonia Custra è quello di una persona che ci è riuscita, che non si è arresa, che ha trovato dentro di sé la motivazione per affrontare anche quel lavoro con determinazione e impegno.

 

È la grande soddisfazione di chi dice “ve lo faccio vedere io”, la meravigliosa capacità di una persona di mettere professionalità anche nei lavori più umili, la mirabile volontà di chi non si arrende e ha capito che solo dentro noi stessi possiamo trovare motivazione, entusiasmo, soddisfazione. E che cercare tutto questo fuori da noi è inutile e vano.

 

Noi sappiamo bene quanto la motivazione personale sia importante nel lavoro, e più in generale nella vita delle persone. Troppo volte però pensiamo che dipenda da fattori esterni, quali appunto un ruolo da ricoprire, un incarico da svolgere, un immagine sociale da dare, in realtà non ci rendiamo conto di come la motivazione risieda dentro ciascuno di noi perché  è il nostro approccio alle cose che ne modifica il valore.

Beatrice Pagliai


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