Personae Magazine

Magazine Approfondiamo l'articolo del mese

n. 3 del 15 gennaio 2008

Ritorna

Ritrova il bambino che c'è in te

RITROVA IL BAMBINO CHE C'È IN TE

"Il bambino che non gioca non è un bambino,
ma l'adulto che non gioca ha perso per sempre il bambino che ha dentro di sé."

P. Neruda

Avete mai avuto l'irrefrenabile voglia di ballare quando sentite la musica, di infilare il dito nella panna appena montata, di lanciare palle di neve, di cantare a squarciagola in mezzo alla strada o di suonare i campanelli e scappare? E' il nostro "io bambino" che in quel momento cerca di emergere dallo spesso manto di doveri, vincoli, pregiudizi dove l'abbiamo sepolto.

Purtroppo spesso siamo abituati a reprimere il nostro "io bambino" per paura del "giudizio" degli altri, per il terrore di non essere presi sul serio o di essere considerati poco affidabili.

Ma per vivere una vita più piacevole dovremmo curare di più il nostro io bambino.
Quando siamo piccoli, puri e smaliziati, non facciamo fatica ad ascoltarlo e a giocare con lui. La sua voce è chiara ed è il tramite con il quale entriamo in contatto con il nostro io più profondo.
L'io bambino ci aiuta a capire le nostre esigenze ed è per questo che amiamo dialogare con lui e spesso ne seguiamo i consigli.
Man mano che cresciamo però tendiamo ad allontanare e a soffocare il nostro io bambino.
Smettiamo di ascoltarci, assumiamo atteggiamenti da persone adulte e "mature" e ci dimentichiamo che, a volte, dovremmo prenderci poco sul serio e ridere di più.

Un adulto che si mette a ridere e scherzare, soprattutto in ambito lavorativo, è considerato, nel sentire comune, un infantile o un "eterno ragazzo". Ed è proprio sul lavoro il luogo dove maggiormente tendiamo a imbavagliare o mascherare il nostro io bambino.
La vita del periodo adulto è fatta soprattutto di ruoli, doveri, "comportamenti dignitosi" e forse anche un po' di apparenza. E' ritenuto sconveniente essere persone che amano la spontaneità, il gioco e il divertimento sono considerati atteggiamenti legati al periodo dell'infanzia-adolescenza.
Dovremmo invece imporci di tenere sempre attivo il nostro bambino, di dargli tutto il nutrimento necessario perché non si spenga dentro di noi e così ritrovare la leggerezza e la spontaneità che contraddistingue l'infanzia.

Un modo per riuscire a sorridere anche nelle giornate nere, per commuoversi davanti a un emozione, per non scoraggiarsi davanti alle difficoltà e per affrontare sempre tutti i giorni la vita con la stessa curiosità ed energia di quando eravamo bambini.

Dobbiamo ricordarci che:

è permesso essere felici e tristi,
è permesso amare e lasciarsi amare,
è permesso arrabbiarsi,
è permesso scegliere,
è permesso divertirsi,
è permesso impegnarsi,
è permesso essere d'accordo e in disaccordo,
è permesso il coraggio,
è permesso fermarsi,
è permesso avere dei dubbi,
è permesso perdere,
è permesso vincere,
è permesso sentirsi soddisfatti,
è permesso lo sconforto,
è permesso sperare,
è permesso ridere e piangere,
è permesso sapere,
è permesso valere,
è permesso non compiacere,
è permesso riuscire e non riuscire,
è permesso rinunciare,
è permesso non darsi per vinti,
è permesso... *

 

..... soprattutto ricordarci che è vietato condurre una vita seria!!!

* tratto da Puntosufi


Ritorna