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n. 25 del 15 ottobre 2009

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Ergonomia cognitiva

ERGONOMIA COGNITIVA: È IL FATTORE UMANO CHE FA LA DIFFERENZA

di Giovanna Coppini

La parola "ergonomia" (dal greco “ergon”, lavoro, “nomos” legge) che etimologicamente significa "legge del lavoro” indica lo studio dell'interazione tra individui e tecnologie. 
Il termine ha mutato il suo significato e la sua applicazione nel tempo e si è evoluto passando dall'adattamento dell'uomo al lavoro -tipico del taylorismo - all'adattamento del lavoro all'uomo.

"L'ergonomia cognitiva ha come oggetto di studio l'interazione tra il sistema cognitivo umano e gli strumenti per l'elaborazione di informazione. La conoscenza prodotta da questo studio è utilizzata per supportare la progettazione di strumenti appropriati per i più svariati usi, dal lavoro, all'educazione, al divertimento"1 .
L’ergonomia ha un forte carattere di interdisciplinarità, in quanto richiede l'applicazione e l'integrazione di diverse scienze che studiano lo stesso fenomeno da punti di vista diversi, in modo da progettare nuovi prodotti/servizi per il benessere dell'uomo.

All’inizio l’ergonomia, in linea con lo sviluppo industriale, si è occupata di come incrementare la produttività; oggi ciò di cui si interessa è la diminuzione della fatica, l'agevolazione del lavoro, l'aumento della produttività (a fronte di una diminuzione dell'orario di lavoro) e soprattutto l'innalzamento del livello qualitativo dell'ambiente (lavorativo e non ) in cui l'uomo è inserito.
A partire dagli anni '80 l'industrializzazione che ha investito il nostro paese ha ridotto la manualità e l'ha sostituita con mansioni informatizzate dove l'intervento dell'uomo era richiesto per il controllo e la gestione delle macchine.
Gli studi ergonomici hanno contribuito anche alla redazione del decreto legislativo 626 del 1994 che promuoveva il miglioramento della sicurezza e della salute dei lavoratori sul luogo di lavoro. E' la prima volta che nella legislazione italiana si menziona l'ergonomia. Nella norma si afferma la necessità di rispettare i principi dell'ergonomia nella concezione degli ambienti di lavoro, nella progettazione e nella scelta dei materiali e delle attrezzature.    La comparsa di nuove tipologie nell'organizzazione del lavoro (terziario) caratterizzate dall'utilizzo dei computer ha esteso l'interesse dell'ergonomia allo studio delle interfacce e all'usabilità dei sistemi uomo-macchina.
L'attenzione dell’ergonomia si è concentrata sullo studio delle esigenze dell’uomo nell’interazione con gli ambienti e gli oggetti in tutte le attività del quotidiano.
L'approccio ergonomico si è evoluto non focalizzandosi più sulle condizioni di fatica fisica o di inquinamento, ma concentrandosi sempre più sulla fatica mentale, sullo stress e sulla qualità dell'informazione.
Ancora una volta, con il decreto 81/2008 – testo unico sulla sicurezza - la legislazione italiana ha accolto i principi ergonomici arrivando così alla tutela del benessere psico-fisico degli operatori.
Oggi le attività di applicazione dell'ergonomia sono concentrate nell'analisi, la valutazione e la progettazione dell'interazione uomo-macchina (e soprattutto delle interfacce grafiche) e in generale nelle modalità che si impiegano per la progettazione.
Dagli anni '90 si parla di web usability ed ergonomia sociale, ovvero dell'interazione e cooperazione tra più attori sociali nei contesti lavorativi – tema fra l'altro molto attuale vista l’ampia diffusione delle logiche di web 2.0 .
Se all'inizio gli interventi ergonomici avevano un carattere correttivo, ovvero andavano a modificare quegli aspetti erronei del prodotto scoperti attraverso l'utilizzo, si è capito che era fondamentale intervenire a monte della realizzazione del progetto stesso. E' per questo che oggi l'ergonomia interviene in tutte le fasi del prodotto dalla concezione alla realizzazione fino alla verifica.
L'aspetto innovativo della ricerca ergonomica è nel mettere l'utente al centro di ogni idea progettuale tenendo presente le sue esigenze e aspettative e creando soluzioni che gli consentano di affrontare l'evoluzione tecnologica e sociale.

“Gli obiettivi dell'ergonomia sono oggi, infatti, l'usabilità e la sicurezza dei sistemi, nei quali l'uomo figura come utente e come parte integrante del sistema. L'usabilità e la sicurezza rappresentano infatti le condizioni essenziali per garantire il benessere dell'individuo e il funzionamento del sistema, non solo nell'ambiente lavorativo ma anche in quello domestico e privato” 2

Dato che l'utente è il fruitore reale intorno a cui il progetto/servizio è realizzato devono essere sempre garantite le condizioni di benessere, sicurezza e semplicità d'uso.
Per questo è fondamentale prima di realizzare un qualsiasi prodotto/servizio trasformare i bisogni e le richieste dei clienti in modelli concettuali. Per generare nuove idee occorre tenere la mente aperta senza dimenticare il contesto in cui l'utente si muove. E all'idea vincente si arriva generando moltissime idee e prendendo in considerazione prospettive diverse; per testare la validità dell'idea è fondamentale condividerla con diversi interlocutori (clienti, colleghi,fornitori...) in modo da avere feedback o azioni correttive.

I principi guida stabiliti da Nielsen , mutuati dall'ergonomia, per valutare progetti e prodotti sono:

1. visibilità dello status di sistema:
il sistema deve tenere l’utente informato su cosa sta succedendo attraverso feedback, forniti in tempo reale;
2. somiglianza tra sistema e mondo reale:
il sistema deve comunicare con il linguaggio dell’utente, con frasi e concetti a lui familiari;
3. controlli e libertà (di errore):
l’utente può scegliere funzioni del sistema per errore e dunque necessita di un’uscita di emergenza per lasciare lo stato non voluto del sistema. Questo deve supportare funzioni come undo e redo;
4. consistenza:
l’utente non si deve trovare ad avere a che fare con più parole, situazioni o azioni che stanno a significare la stessa cosa;
5. prevenzione di errori:
più utile di un buon messaggio di errore è un buon design che prevenga l’incorrere in errore;
6.“recognition rather than recall”:
le istruzioni, le opzioni devono essere visibili e non deve essere necessario ritenerle in memoria mentre si passa da una parte all’altra del sistema;
7. flessibilità e efficienza d’uso:
gli shortcuts devono essere accessibili anche ad utenti meno esperti;
8. estetica e design:
non dovrebbe contenere informazioni irrilevanti o di cui raramente si necessita. Se esistono più informazioni irrilevanti le informazioni ricercate risultano meno visibili;
9. aiutare l’utente a riconoscere, diagnosticare e recuperare errori:
messaggi d’errore devono essere espressi con linguaggio normale (no codici), indicanti precisamente il problema e suggerendo una soluzione;
10. aiuti e manuali:
sarebbe meglio se il sistema potesse essere usato senza l’ausilio di un manuale, ma se questo è necessario le informazioni devono essere facili da cercare e da utilizzare.

Lo sviluppo sostenibile,quello sviluppo che consente di soddisfare le proprie esigenze senza compromettere la stessa possibilità alle generazioni future, passa anche attraverso la corretta progettazione delle tecnologie.

L'ergonomia diventa allora il metodo per influenzare positivamente il comportamento, per coinvolgere e sensibilizzare gli utenti verso lo sviluppo di innovazioni che siano beneficio per i singoli, la società e l'ambiente.


1Statuto della Società Europea di Ergonomia Cognitiva, EACE, costituita nel 1987
2 Alessandra Sabbatini - Piero Cutilli "Cos'è l'ergonomia - cenni storici e sviluppi attuali"


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