Personae Magazine

Magazine Approfondiamo l'articolo del mese

n. 49 del 15 gennaio 2012

Ritorna

Posta elettronica: strumento per la gestione della conoscenza

La vecchia cara posta elettronica (scoperta durante gli anni 70 negli Stati Uniti) è ancora oggi un importante veicolo di comunicazione e di condivisione della conoscenza, anche se viene assediata dai nuovi e smaglianti “social network”. I due concetti “social” e “network” ne danno un immediato connotato utile e interessante, visto che “sociale” è accattivante e “rete” è lo strumento da tutti riconosciuto fondamentale per lavorare, cooperare, diffondere informazione e conoscenza.Ma un conto è la teoria e un conto è la pratica. È veramente uno strumento sociale? Forse la sua immediata visibilità lo rende uno strumento universalmente utile per informazioni rapide e notizie giornalistiche immediate. Ma il contenuto lascia spesso a desiderare.

 

La  posta elettronica sta diventando sempre più un “ricettacolo” di annunci pubblicitari e di informazioni inutili che difficilmente si riesce a bonificare, nonostante sofisticati programmi di pulizia. Occorre ridarle il suo ruolo e il suo compito per mantenere un veicolo e uno strumento difficilmente sostituibile (almeno ad oggi). Il suo più innegabile valore e l’unicità del destinatario (che in un panorama sempre più generico e becero ha ancora il suo valore). Si invia ad un preciso destinatario il messaggio pensato e creato appositamente per lui.  Inoltre, grazie al campo “oggetto”, si rende più facile il recupero di quel particolare messaggio e nel tempo (in una miriade di altri messaggi simili) riuscire ad orientarsi, se ovviamente a ciascun messaggio si attribuisce un particolare e unico oggetto, altrimenti la babele è assicurata e il recupero di quella specifica mail quasi impossibile.

 

Scrivere un messaggio di posta elettronica richiede alcune competenze redazionali: sintesi, chiarezza, semplicità, esaustività e obiettività.

 

Occorre sintetizzare al massimo le informazioni, per dare un contenuto esatto e semplice, senza dimenticare i particolari essenziali. Soprattutto l’obiettività, che serve proprio al destinatario del messaggio per comprendere al meglio il contenuto e non cadere in interpretazioni errate ed ambigue. Molto spesso se si rilegge il messaggio si evidenziano incomprensioni che possono disorientare il lettore, e occorre quindi riformulare il testo per rendere comprensibile al destinatario il nostro punto di vista, da formulare in modo corretto e conciso. Tutte caratteristiche tipiche della scrittura, che sottolineano una volta ancora la portata del contenuto che spesso,  nei “social network” si perde a vantaggio del “chi” e non del “cosa” o del “come”. Beneaugurando.. nel millennio della comunicazione...

Paola Capitani


Ritorna