Personae Magazine

Magazine Metafore formative

n. 52 del 15 aprile 2012

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La cava

LA CAVA

di Consuelo Casula

C’era una volta uno studioso che stava facendo una ricerca sulle motivazioni sul lavoro di operai impegnati nella costruzione di una cattedrale. È un lavoro duro che consiste nello spaccare le pietre della dimensione giusta all’interno della cava e predisporle per essere trasportate .
Lo studioso porrà a tutti due semplici domande: “Che cosa fai? E cosa ti piace del tuo lavoro?”.

 

Lo studioso ringrazia e va a intervistare un altro operaio il quale risponde che il suo lavoro consiste nel portare delle pietre da qui a lì, indicando la direzione del precedente intervistato. Alla domanda cosa gli piaccia di più, questi risponde che lui fa quello che il suo capo gli dice di fare. Non si pone domande e non vuole grane.

Lo studioso ringrazia e va da un terzo cui pone le stesse domande: alla prima risponde come tutti, e alla seconda dice con un dolce sorriso che gli illumina il viso che lui lavora per mantenere i figli. Il suo è un lavoro faticoso, comincia ad avere una certa età e qualche volta risente della fatica fisica. Riesce a sopportare le fatiche, perché sa che questo lavoro gli permette di dare ai suoi figli quello che meritano e che consentirà loro di studiare e poter fare un lavoro migliore.

Lo studioso ringrazia e va verso un altro operaio al quale pone le stesse domande. Anche lui risponde come gli altri alla prima domanda e quando lo studioso gli rivolge la seconda, risponde che non c’è assolutamente niente che gli piaccia perché è un lavoro faticoso, ripetitivo e noioso.

Lo studioso ringrazia e si avvicina ad un altro, intento a spostare un grosso e pesante blocco di marmo. Quando gli domanda “Che lavoro fai?” questi deposita a terra il blocco di marmo e guardandolo negli occhi risponde con un sorriso fiero : “Io costruisco la  cattedrale”.


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