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n. 22 del 15 luglio 2009

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Donna: tutto si fa per te

DONNA: TUTTO SI FA PER TE
di Paola Capitani

Negli ultimi mesi si sono tenute varie iniziative, in diverse località e con differenti obiettivi, tutte inerenti la donna e il lavoro, la formazione e le pari opportunità. Il tema è sempre di attualità forse anche perché l’Italia, entro il mese di agosto, si deve allineare ai dettami della Unione Europea, in relazione al rispetto della legge sulle pari opportunità. In merito al dibattito sulla gestione al femminile e alle caratteristiche della leadership la donna ha ricevuto vari commenti, tra i quali si segnala il seguente, che riporta alcune interessanti riflessioni. Dal ilSole24Ore.com – Economia e lavoro “La ricetta per crescere? Tre donne manager ogni dieci” di Laura La Posta (16/10/2008). “.. Come far crescere fatturato e profitti in uno scenario congiunturale difficile come quello attuale? Una delle risposte plausibili arriva dalla cosiddetta “Davos delle donne”, il Women’s forum global meeting in svolgimento nella cittadina francese di Deauville. Secondo uno studio McKinsey appena presentato, la crescita è assicurata se fra i top manager ci sono almeno tre donne (ad esempio a capo delle vendite, degli acquisti, del personale, del marketing, dell’ufficio legale, insomma nelle funzioni chiave aziendali).. Dal sondaggio condotto su un campione di manager europei (2.864 donne e 6.126 uomini) risulta infatti che le dirigenti sono particolarmente brave a usare le nove leve organizzative (sviluppo professionale dei collaboratori, aspettative e premi, modello di ruolo convincente, fornire ispirazione alle risorse umane, produttività individuale, stimolo intellettuale al team, comunicazione efficiente, prender decisioni al momento opportuno, allineamento degli obiettivi…”.
Una testimonianza personale, alla soglia della terza età, mi permette una panoramica a tutto tondo, considerate le diverse esperienze maturate nel settore sia pubblico che privato e in aree diverse tra di loro. Nonostante seminari, tavole rotonde, articoli, atti di convegni ancora la donna ne deve fare di strada per trovare una sua dimensione e affermare un suo ruolo nel mondo del lavoro, almeno a livelli di responsabilità e di prestigio. Le cause sono molteplici e non sempre legate a “colpe” del mondo maschile, ma purtroppo anche ad una scarsa stima che la donna ancora ha nel suo ruolo occupazionale e nella difficoltà ad assumersi impegni e responsabilità storicamente lontane del suo “atteggiamento di cura”. Anche io, spesso, se mi trovo da sola in un contesto maschile, faccio fatica a non “servire il caffè” al momento dell’intervallo, proprio perché storicamente legata alla dimensione ancellare e protettiva. Ma i tempi sono maturi e quando leggo che una donna di 33 anni, ingegnere, madre di otto figli (tutti partoriti da lei) svolge anche un ruolo pubblico…. Allora abbiamo un futuro “in rosa”!!! Basta piangersi addosso e via con le maniche rimboccate fino alla spalla… pronte ad assumersi con dolce fermezza ruoli sempre più intriganti e “avvincenti”. Avanti tutta!!! E soprattutto come suggeriva Bianca Bianchi “non delegare”!!!


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