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n. 21 del 15 giugno 2009

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Ascoltare e condividere

L'IMPORTANZA DI... ASCOLTARE E CONDIVIDERE
di Federica Spinelli Bini

Il 26 maggio si è tenuto a Palazzo Vecchio un laboratorio attivo dal titolo “L’arte di ascoltare”.
È stato un incontro molto stimolante, che ha offerto numerosi spunti su cui riflettere  e lavorare.
La cosa più difficile nel parlare di questi temi sta nel non cadere nelle solite banalità, cercando di dare alle persone che intervengono nuove occasioni di confronto.
L’incontro prendeva spunto dal libro di Marianella Sclavi “Arte di ascoltare e mondi possibili”. Nel libro uno dei punti che più colpisce e che più invita alla riflessione è il racconto su Maria Montessori.
La Montessori, visitando istituti che ospitavano bambini ritenuti problematici, notò che molti di loro passavano il tempo sotto i tavoli a raccogliere le briciole dei pasti; tale fatto veniva comunemente interpretato in due modi: o come dimostrazione del loro ritardo mentale, oppure come dimostrazione del fatto che erano talmente affamati e denutriti da raccogliere le briciole di cibo. O ancora, come manifestazione di entrambe le cose.
Maria, donna intelligente e attenta osservatrice, non cedeva alla tentazione di tirare le conclusioni frettolosamente, ma si prendeva il tempo di osservare e capire per non limitare il tutto a schemi tipizzati e predefiniti.
Capì così che quello delle briciole era un “gioco”, l’unico che un ambiente così asettico e privo di stimoli potesse offrire a dei bambini.
Apparentemente si potrebbe pensare che l’essere un buon osservatore non influenzi l’essere un buon ascoltatore. Non è così. Saper osservare è strettamente collegato all’ascolto; grazie all’osservazione si acquisiscono altri punti di vista e si colgono tutti quegli aspetti che non sono udibili in una conversazione. Il linguaggio del corpo, gli sguardi e la gestualità sono tutti elementi che “parlano” molto più delle parole.

Ascoltare  vuol dire anche condividere; quando si ascolta attivamente è necessario “restituire”, dimostrare cioè la nostra presenza nella conversazione.
Tutti noi siamo alla ricerca di ascolto, di persone con cui condividere esperienze, affetti, modi di pensare e vedere le cose.
Dimostrazione di questo è l’enorme spazio che i blog si sono ritagliati nello scenario attuale.
Il blog nasce proprio con questo scopo. Le persone sui blog si scambiano idee, opinioni e punti di vista sui più disparati argomenti; sui blog gli individui si ascoltano e condividono.
Chi scrive un blog cerca un canale di comunicazione che gli permetta di arrivare paradossalmente al “resto del mondo”. Non bisogna però credere che il blog sia solo una vetrina. I blogger non si accontentano semplicemente di avere uno spazio pubblico, accessibile a tutti, in cui esprimere le proprie idee, ma cercano il confronto con gli altri, chiedono commenti e rispondono a questi creando in tal modo un continuo flusso di informazioni e arricchimento.
I blog corrispondono un po’ ai bazar di una volta, dove si poteva acquistare ogni genere di prodotto ma al contempo essi erano centri vivi dove le storie della gente si incontravano per contaminarsi l’una con l’altra. È questo genere di contaminazione che i blogger generalmente cercano, perché da una buona idea ne può nascere un’ altra e un’ altra e un’altra ancora.
Anche noi vorremmo essere contaminati; abbiamo creato un blog in cui condivideremo la nostra idea di risorse umane e di quello che gira intorno a questo universo ancora un po’ inesplorato, quindi collegatevi al nostro blog e lasciate pensieri, opinioni, domande e punti di vista; potremmo così creare una rete di scambio e informazione che potrà arricchire tutti, perché scambio è sinonimo di crescita.


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