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n. 15 - Natale 2008

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Buoni propositi

QUEI BUONI PROPOSITI
PER L'ANNO NUOVO
di Maria Teresa Calabrese

Pochi giorni ci separano dalle feste natalizie. Le abbiamo attese, aspettate con ansia, abbiamo sentito il loro inconfondibile profumo sin dalla prima decorazione affissa nel negozio sotto casa, sin dal primo mattino che odorava di neve, sin dalle prime luci stese nel piccolo angolo di cielo che delimita ogni città.

Da più parti, ogni anno, ci propinano predicozzi su una festa ancella del consumismo, schiava dei regali, degli sprechi, dei terribili pranzi luculliani che si digeriranno soltanto verso Marzo. Eppure, in fondo in fondo, per tutti noi questo periodo continua a rappresentare molto di più. Resta lì, imponente come una statua, monumentale, rassicurante come il braccio di un padre, a fungere da eterno spartiacque tra passato e futuro, tra la vita che è stata e quella che verrà, tra i sogni che abbiamo realizzato e quelli che ancora dobbiamo concepire. Per la maggior parte degli uomini, è il grande momento di riflessione, quello in cui ognuno fa i conti con sé stesso e dal proprio esame di coscienza fatto di pentimenti, sensi di colpa, ma anche riconoscimenti e soddisfazioni, partorisce la voglia di cambiare ciò che non va, il proponimento di migliorarsi, di arricchire la propria anima negli aspetti in cui la sente povera, di riempire la propria vita laddove vede dei vuoti.

Tuttavia, molto spesso, accade che i buoni propositi che ideiamo per l’anno nuovo, nulla possiedano di diverso dai propositi concepiti per quello uscente. C’è chi si ripromette che per l’anno novello riuscirà finalmente a dimagrire e a ritrovare la linea persa da qualche parte massacrandosi con dieta e sport, c’è chi si  ripropone di risparmiare di più per chiudere finalmente con le rate del mutuo, e c’è chi cerca di infondersi una volta per tutte quell’insperato coraggio che lo porti finalmente a cambiare lavoro o a cambiare vita.

Chiedendo in giro, allestendo un piccolo sondaggio personale tra amici e parenti, cercando informazioni su internet e giornali, mi sono resta conto, che per quanto riguarda la sfera del lavoro, il proposito che va per la maggiore è quello di trovare una nuova occupazione, il più delle volte perché non si è soddisfatti della propria, sia in termini di carriera, sia  per una questione di vivibilità.

Ritmi frenetici, carichi onerosi di responsabilità, competizione aggressiva, magri stipendi, mancanza di collaborazione, riconoscimenti insoddisfacenti, impossibilità di esprimere le proprie lamentele…tutti questi sono gli ingredienti principali che vanno a finire ogni anno in quel calderone bollente che spinge molte persone a desiderare di cambiare lavoro.

Ciò accade perché molti credono che questa sia l’unica soluzione per ovviare ad una situazione conosciuta da tempo, ma “riconosciuta” ufficialmente solo da pochi anni. Solamente di recente, infatti, si è dato un nome agli effetti scaturiti dalle condizioni lavorative precedentemente elencate. Si tratta di “stress da lavoro”. Un malessere per lungo tempo sottovalutato, ma che ora più che mai, si sta manifestando in tutta la sua potenza, tanto che persino le istituzioni si sono rese conto di dover agire in qualche modo per limitarne gli effetti.

Nel 2008, infatti, lo stato ha introdotto con il Decreto Legislativo 81/2008 nuovi “Obblighi e Diritti” nel “Testo Unico in materia di salute e sicurezza sul lavoro”. Tra questi, ci sono anche quelli riguardanti i “rischi di stress da lavoro correlati”. Le indicazioni fornite dallo stato sono già in vigore, ma sicuramente prenderanno davvero piede soltanto dal prossimo anno, perché per la conoscenza e la comprensione ci vuole tempo. Per tale ragione, sarebbe bello prendere questa iniziativa, come un buon proposito per l’anno nuovo, che viene dall’alto e che ci viene in aiuto. Che ci fornisce un modello positivo da prendere ad esempio.

Anche noi, infatti, nel nostro piccolo, possiamo fare qualcosa per noi stessi. Possiamo riproporci, per l’anno nuovo, di migliorare una situazione. Non cambiare lavoro, ma semplicemente migliorare quello che si ha già. In alcuni casi basta questo…e qualche piccolo suggerimento.

Ciò che vogliamo regalarvi, per questo Natale, è una dolce manciata di consigli, sperando vi saranno utili per affrontare l’avvenire che già bussa alle vostre porte:

  1. Fermatevi a pensare a cosa realmente vi stressa. La conoscenza è sempre il primo passo;
  2. Iniziate a distinguere le cose che potete controllare da quelle per cui non vi è possibile farlo. Sentitevi padroni delle prime e date meno importanza alle ultime;
  3. Cominciate ad elaborare un vostro personale metodo per pianificare i futuri impegni, tenendo presente che la vita è fatta di priorità;
  4. Prendetevi delle pause. Sia a lavoro che a casa, un caffè o un semplice respiro vi faranno riacquistare la giusta energia per proseguire la giornata;
  5. Curate il vostro corpo. È vero, i buoni propositi su dieta e sport saranno anche banali, ma senza eccessi si riveleranno un toccasana anche per lo spirito;
  6. Ricompensatevi per il lavoro ben svolto e datevi degli obiettivi raggiungibili…in questo modo potrete elargire a voi stessi più ricompense!
  7. Coltivate, durante le ore di lavoro, le relazioni al meglio che potete, perché tutto vi sarà restituito;
  8. Godetevi le meritate ferie, levandovi di dosso l’ansia del ritorno, e approfittando per ricaricare le vostre pile.

Buon Natale!


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