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n. 12 del 15 settembre 2008

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I nuovi linguaggi della formazione

I NUOVI LINGUAGGI DELLA FORMAZIONE: PAROLA, MUSICA, DANZA, TEATRO, SCRITTURA E DISEGNO
di Maria Teresa Calabrese

“Dimmi che fare e lo dimenticherò, mostralo e ricorderò,
ma solo se mi coinvolgerai avrò capito”
Confucio

La formazione esperienziale si fonda su un semplicissimo quanto estremamente veritiero assunto: l’uomo è un animale emozionale. Quando vogliamo davvero che qualcosa gli resti dentro allora dobbiamo farla passare attraverso le sue vie del sentire ...

 

La formazione esperienziale si fonda su un semplicissimo quanto estremamente veritiero assunto: l’uomo è un animale emozionale. Quando vogliamo davvero che qualcosa gli resti dentro allora dobbiamo farla passare attraverso le sue vie del sentire che sono davvero infinite ed hanno una enorme quantità di chiavi affinché le loro porte d’accesso si aprano. Le chiavi in questione, per gli individui che si occupano e credono pienamente in questo modo speciale di fare formazione, sono le metafore. Metafora deriva dal greco è vuol dire “trasportare oltre”. L’intento è dunque quello di utilizzare un linguaggio diverso per dire le stesse cose, vale a dire trasportare le persone in situazioni che vadano al di fuori dell’azienda, ma che al tempo stesso siano analoghe e utili a far riflettere e a sviluppare capacità che si riveleranno poi estremamente convenienti nel contesto lavorativo.

Se le chiavi d’accesso sono le metafore, la parola d’ordine, invece, è sicuramente “coinvolgimento”. L’abilità di chi svolge formazione, in questo senso, è quella di trovare sempre nuovi spazi, modi originali e creativi che possano portare le persone a mettere tutte se stesse in ciò che fanno, ad aprire i luoghi mentali più segreti ed ogni anfratto del loro cuore alle esperienze che si trovano ad affrontare e ai significati che esse vogliono veicolare, arrivando in questo modo a trovare da sole, spesso in maniera subconscia ed automatica, il legame che connette queste ultime alla realtà lavorativa quotidiana in azienda, e ai comportamenti che all’interno di essa si dovrebbero tenere.

In tal senso, negli ultimi anni, hanno preso sempre più piede, nella formazione esperienziale, attività che pongono al centro l’essenza stessa dell’individuo e che sono volte a favorire la libera espressione di sé e la ricerca di una consapevolezza interiore che porti l’individuo a conoscersi a trecentosessanta gradi e ad utilizzare questa conoscenza per gestirsi e per arrivare a sviluppare i suoi punti di forza e a rafforzare quegli elementi di debolezza che grazie al percorso svolto attraverso la formazione è riuscito a sviscerare e ad affrontare.

Una di queste attività può essere, per esempio, la musica. Rousseau diceva che la musica nasce proprio dal linguaggio, dall’enfasi nelle espressioni che tramuta la parola in melodia. La musica, dunque, è un’amplificazione del linguaggio. Ciò vuol dire che se una persona esprime se stessa con le parole, attraverso la musica lo fa cento volte meglio, perché la musica è un grido che a tutti fa piacere ascoltare e che al tempo stesso permette all’individuo di prestare più attenzione a ciò che esprime, soprattutto quando non è solo a suonare o a cantare, ma si trova in un gruppo. Un’orchestra, infatti, oppure una band, sono delle metafore altamente esplicative di ciò che succede in una azienda in cui bisogna lavorare in gruppo. Allo stesso modo di questa, infatti, le persone devono ascoltarsi le une con le altre per riuscire ad acquisire lo stesso tempo, lo stesso ritmo, la stessa visione e lo stesso amore per quello specifico suono che è l’opera che si trovano ad eseguire, il progetto sul quale devono lavorare.

Come la musica è l’amplificazione delle parole, così la danza è l’amplificazione del movimento. Attraverso i movimenti del corpo le persone sono capaci di raccontare il proprio vissuto, e più forti sono le emozioni che riescono a provare mentre danzano, maggiore sarà la forza di quel meraviglioso racconto che è la storia della propria vita. Sempre allo stesso modo della musica, inoltre, la danza, può essere anche un pretesto per portare le persone a conoscersi meglio e, attraverso quei balli di gruppo nei quali è prevista una continua rotazione dei partners, ad abbattere le barriere relazionali. Il ballo, inoltre, insegna anche ad ascoltarsi, perché per ballare in coppia bisogna seguire e prevedere i passi dell’altro e per fare ciò è necessario ascoltare con la mente e con il corpo.

Altra meravigliosa arte espressiva che mette in primo piano, oltre ai movimenti del corpo, anche il peso della vocalità, è il teatro. Questa attività è quella che aiuta più di ogni altra le persone ad aprirsi nei contesti relazionali e forse proprio per questo motivo è una tra le nuove metafore della formazione esperienziale più utilizzate. Il teatro d’impresa, infatti, è il pretesto più adatto per mettersi a nudo proprio attraverso le maschere, e non solo. Permette, infatti, agli individui, di sperimentare diversi ruoli e di calarsi in tante parti differenti come se fossero dei abiti da indossare e levare, cosa che si rivela fondamentale nel contesto lavorativo odierno in cui la flessibilità la fa da padrona e riuscire ad adeguarsi e ad avere l’atteggiamento giusto in ogni occasione è indispensabile per intrecciare relazioni e intraprendere carriere soddisfacenti.

Oltre alla musica, alla danza e al teatro, è possibile annoverare tra i nuovi linguaggi della comunicazione, tutto ciò che in generale possa aiutare l’individuo ad esprimere sé stesso, dall’utilizzo di arti visive come il disegno, efficacissimo a tirare fuori e ad esplicitare i travagli e le elucubrazioni interiori e a sviluppare e a dare peso e spazio alla creatività, a corsi di scrittura creativa o autobiografica, utilissimi non solo a valorizzare la soggettività, a dar voce alle emozioni e a sviluppare una capacità critica nei confronti di se stesso e, non ultimo, del lavoro degli altri, ma anche ad allenare il confronto continuo, e sempre difficoltoso, tra un progetto creativo e la qualità che esso deve possedere, specie per poter essere approvato in un contesto lavorativo.


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