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n. 5 del 15 marzo 2008

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Mancanza di comunicazione

IN FONDO, È SEMPRE QUESTIONE DI MANCANZA DI COMUNICAZIONE!!
di Beatrice Pagliai

Ci capita spesso di essere chiamati dalle aziende per intervenire a risolvere delle situazioni di conflitto, per rafforzare lo spirito di squadra, per consolidare la motivazione e il senso di appartenenza.

Il nostro compito, a questo punto, è quello di incontrare il cliente per analizzare in profondità la situazione che ci sta illustrando per capire quali sono le aree di miglioramento sulle quali intervenire.

Questo incontro è di fondamentale importanza per la buona riuscita dell’intervento perché è in base a questo che progetteremo tutto lo svolgimento del percorso consulenziale-formativo.

Analizzando quindi le varie situazioni che ci siamo trovati a risolvere nel corso degli anni, ci siamo resi conto che” in fondo, è sempre questione di mancanza di comunicazione” come recita il titolo dell’articolo. O meglio, alla base delle difficoltà e come primo elemento da risolvere c’è la carenza di comunicazione.

Quello che ci viene inizialmente richiesto come corso di “teambuilding” ci rendiamo conto che deve assolutamente prevedere una lunga sessione sull’ascolto e sulla comunicazione fra le persone. Infatti come possiamo rafforzare lo spirito di squadra se prima non si affronta il nodo cruciale della comunicazione?

E ancora, come parlare di empowerment , di senso di appartenenza , se non si risolve prima la carenza di comunicazione fra l’azienda e le persone e fra le persone stesse?

In questa società ultra tecnologica dove si può parlare da un capo all’altro del globo terrestre tramite internet aiutati da una webcam (quindi interessando la vista e l’udito), oppure dove possiamo chattare con degli sconosciuti potendo essere quello che preferiamo, in questo mondo avanzatissimo dove possiamo condividere “file” e fare “conference call”, dove possiamo inviare “sms” e “mms”, le persone hanno perso la meravigliosa capacità di entrare in relazione con gli altri.

Siamo quindi arrivati al paradosso di avere tutti gli strumenti per comunicare ma non essere in grado di farlo perché non siamo più abituati a mettere in gioco noi stessi; comunicare vuol dire stabilire una relazione con una persona, vuol dire entrare in empatia con l’altro a livello emozionale.
Per fare questo è necessario donare un pezzetto di se all’altro, accoglierlo, amarlo. Solo così potremo pretendere che l’altro faccia altrettanto.

Comunicare vuol dire mettere in comune, vuol dire condividere, vuol dire ascoltare. Ma ascoltare veramente significa parlare ascoltando, significa parlare a chi ti sta di fronte dicendo “Parole Ascoltabili”. Perché la comunicazione è una relazione tra due persone e la responsabilità della buona riuscita di questo processo è da dividere in parti uguali tra i due: chi parla e chi ascolta.


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