Personae Magazine

Magazine Approfondiamo l'articolo del mese

n. 28 del 15 gennaio 2010

Ritorna

Il potere del caffè macinato

L’anno appena passato, come tutti oramai ben sappiamo, è stato un anno difficile e “in salita” un po’ per tutti.
Abbiamo guardato a questo nuovo anno con rinnovata speranza, come accade sempre allo scoccare della mezzanotte, ma quest’anno con un gusto assolutamente diverso.

 

Il Presidente della Repubblica, durante il discorso di fine anno, ha lanciato un chiaro messaggio di speranza: “guardiamo con fiducia, con più fiducia del 31 dicembre scorso, al nuovo anno.”

L’Italia ha incontrato grosse difficoltà, non dobbiamo dimenticarci del prezzo che molti hanno pagato, lavoratori che hanno perso il lavoro, piccole e medie imprese che non sono riuscite a uscire dal vortice della crisi. Molti comunque sono stati gli sforzi profusi per preservare il Capitale Umano.

 

Noi dal canto nostro, vorremmo ricordare e ricordarci che spesso le aspettative positive che nutriamo in cuore possono essere un importante strumento per risollevarsi dalle difficoltà. Siamo consci, ovviamente, che non basta questo per uscire da una crisi di questo calibro, ma più spesso di quanto crediamo, con il nostro atteggiamento e con le nostre attese possiamo modificare le situazioni e l’ambiente che ci vede protagonisti.
Iniziamo quindi dal piccolo, in casa, in famiglia e soprattutto sul lavoro, provando ad avere nei confronti delle persone e degli imprevisti uno spirito di intraprendenza e speranza.

Vi vogliamo donare una metafora che racconta proprio di questo, del grosso potere che esercitiamo, attraverso la nostra volontà, sugli ostacoli che la vita, inevitabilmente, ci pone davanti.

 

Il potere del caffè macinato

Una giovane donna si lamentò con sua madre delle sofferenze e delle difficoltà incontrate nella sua vita: non sapendo come andare avanti, voleva arrendersi.
Sono stanca di lottare e combattere. Sembra che appena un problema si risolva, ne compaia un altro - disse.

Per tutta risposa, sua madre la portò in cucina e riempì tre pentole d’acqua, collocandole ciascuna su una fiamma vivace. L’acqua iniziò presto a bollire.
Nella prima pentola, la signora mise alcune carote, nella seconda le uova e nell’ultima del caffè macinato, lasciando bollire il tutto senza proferire parola.

Dopo una ventina di minuti, spense i fornelli. Quindi estrasse le carote e le adagiò in una scodella, recuperò le uova e le trasferì in una ciotola, poi versò il caffè in una tazza.
“Dimmi che cosa vedi” ordinò alla figlia.
“Carote, uova e caffè” replicò l’altra.

Dopo averla fatta avvicinare, sua madre le chiese di toccare le carote. La figlia obbedì, osservando che erano morbide. La signora la invitò allora a prendere un uovo e a romperlo. Dopo aver eliminato il guscio, la giovane studiò l’uovo sodo. Infine la donna la esortò ad assaggiare il caffè. La ragazza sorrise gustandone il sapore intenso.
“Che cosa significa, mamma?” domandò poi.

Sua madre le spiegò che ciascuno di quegli alimenti aveva affrontato la medesima avversità, l’acqua bollente, e che ciascuno aveva reagito in modo diverso.
La carota era dura, resistente e inesorabile, ma dopo l’acqua bollente si era ammorbidita ed era diventata cedevole.
L’uovo era fragile, il guscio esterno che ne proteggeva l’interno liquido, ma dopo l’acqua bollente si era indurito.
Il caffè macinato era tuttavia unico: dopo essere stato nell’acqua bollente, aveva modificato l’acqua stessa.

Ora che hai terminato di leggere forse ti porrai la domanda: “Voglio essere carota, uovo o caffè? Voglio che sia l’ambiente a cambiarmi o voglio essere io a cambiare l’ambiente?” .
Qualunque sia la tua decisione “fai ciò in cui credi e credi in ciò che fai”


Ritorna